Due stanze possono contenere lo stesso divano e la stessa coppia di poltrone ed essere comunque percepite in modo completamente diverso. In una si conversa con naturalezza; nell'altra tutti guardano la televisione o siedono così lontani da dover alzare la voce per sentirsi. La differenza è quasi sempre geometrica: la distanza tra le sedute, la direzione verso cui sono rivolte e la forma che il gruppo disegna.
Questa guida riassume le misure e le disposizioni che emergono più spesso quando si progetta un soggiorno: distanze di conversazione e gruppi frontali, a L, a U e curvi.
Partire dalla distanza di conversazione
Una distanza comoda per conversare tra due persone sedute è in genere compresa tra 1,2 e 2,5 metri, misurata frontalmente. Sotto circa 1 metro l'ambiente risulta affollato, a meno che le sedute non siano affiancate; oltre i 3 metri circa le persone tendono a sporgersi in avanti o ad alzare la voce.
In pratica, un gruppo di sedute raramente deve superare i 3–3,5 metri di larghezza, anche in una stanza grande. In uno spazio più ampio, di solito due gruppi funzionano meglio di uno solo allungato.
- Distanza dal tavolino: 40–50 cm tra il fronte del divano e il tavolino, abbastanza vicino per raggiungere una tazza, abbastanza ampio per le ginocchia.
- Passaggi: circa 80–90 cm per il percorso principale nella stanza; 60 cm sono sufficienti per un passaggio secondario dietro una poltrona.
- Poltrona e divano: lasciare 15–30 cm tra la poltrona e il bracciolo del divano, così i due elementi si leggono come un unico gruppo senza urtarsi.
Disposizioni frontali: due divani, oppure divano e poltrone
Due divani uno di fronte all'altro, con un tavolino al centro, sono la disposizione più diretta per la conversazione. La simmetria si adatta a soggiorni formali, aree di accoglienza e ambienti con un forte punto focale, come un camino su un lato.
Il limite è che una disposizione frontale non ha un fronte naturale. Funziona male se la stanza è anche la sala TV, perché metà delle sedute resta di lato rispetto allo schermo. Una soluzione comune è un divano di fronte a una coppia di poltrone, per esempio due poltrone Oscar. Le poltrone si possono ruotare di 20–30 gradi verso lo schermo la sera e riportare verso il divano quando arrivano ospiti.
Orientare le poltrone leggermente verso l'interno, invece che perfettamente parallele, aiuta anche: una posizione rigorosamente frontale può sembrare un colloquio, mentre una piccola angolazione permette di guardarsi, e di distogliere lo sguardo, senza sforzo.
Disposizioni a L: efficienti, ma attenzione all'angolo
La disposizione a L, realizzata con un divano componibile angolare oppure con un divano e un secondo divano o delle poltrone a 90 gradi, è la più diffusa nei soggiorni contemporanei. Si inserisce in un angolo, lascia uno o due lati della stanza liberi per il passaggio e consente alla maggior parte delle sedute di rivolgersi sia al gruppo sia alla televisione o alla vista.
Due aspetti pratici decidono se una L funziona:
- La seduta d'angolo. In un divano componibile angolare, la seduta nell'angolo è la meno usata, perché chi vi siede ha le ginocchia molto vicine a quelle dei vicini. Un modulo angolare più profondo, oppure un piccolo piano d'appoggio al posto della seduta, risolve il problema.
- La lunghezza dei lati. Se un lato della L è molto più lungo dell'altro, chi siede all'estremità del lato lungo resta fuori dalla conversazione. Meglio puntare su lati di lunghezza simile, o mantenere il lato lungo entro circa 3 metri.
I nostri divani componibili sono disponibili in configurazioni standard, e su richiesta sono possibili dimensioni personalizzate: una soluzione utile quando una L deve entrare tra una finestra e una porta.
Disposizioni a U: per stanze ampie e riunioni numerose
La U aggiunge un terzo lato e chiude il gruppo attorno a un tavolino centrale. Accoglie più persone di una L in uno spazio simile e definisce con chiarezza una stanza nella stanza: per questo è adatta agli open space e alle case di famiglia, come nella residenza Yalı Ataköy.
La misura decisiva è la larghezza interna. Tra i due lati contrapposti della U conviene lasciare circa 2,2–3 metri. Più stretta, il tavolino non lascia spazio alle gambe; più larga, le persone sui lati opposti perdono il contatto. Il lato aperto della U va rivolto verso l'ingresso principale o verso la vista, così il gruppo non volta le spalle alla stanza.
Una U si può comporre anche con un divano e due divani più corti o panche sui lati, che si possono spostare quando la stanza viene usata in modo diverso.
Sedute curve: linee morbide, angoli naturali
Un divano curvo orienta le persone l'una verso l'altra. Sedute lungo un arco, tutte guardano leggermente verso l'interno, e chi siede alle estremità non deve girare la testa come su un divano dritto.
Le curve bilanciano anche gli ambienti pieni di linee rette: grandi finestre, arredi a incasso, tappeti rettangolari. Un modello come il divano curvo Janette può stare libero al centro della stanza, di fronte a poltrone o a un camino, dove la sua forma si legge con chiarezza.
Tre aspetti da considerare con le curve:
- Un divano curvo occupa più profondità a pavimento di uno dritto con lo stesso numero di sedute: è quindi necessario misurare la profondità complessiva dell'arco, non solo la profondità della seduta.
- I tavolini rotondi od ovali seguono la linea più fedelmente di quelli rettangolari.
- Le curve raramente stanno bene contro una parete piatta; vanno collocate in posizione libera.
Scegliere la disposizione per la propria stanza
Conviene annotare come la stanza viene usata la maggior parte delle sere e quando arrivano ospiti. Se prevale la televisione, una L rivolta verso lo schermo è di solito adatta. Se prevale la conversazione in uno spazio aperto, una U o un gruppo curvo definiscono l'ambiente. Una stanza formale o simmetrica si presta a divani contrapposti o a un divano con due poltrone. Per i percorsi intorno al gruppo, si veda la nostra guida su come i percorsi di circolazione influenzano la disposizione dei mobili.
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